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Giuseppe Giorgi,
nato nel viterbese, vive e lavora a Roma dal 1954. Determinanti nella
sua formazione gli incontri con Sestilio Piccari e con lo scultore Franco
Verroca e gli anni di studio nella Facoltà di Architettura di Roma. Partecipa
al gruppo denominato "il Collettivo" lavorando su tematiche
sociali. Comincia ad esporre nel ’69.
Nel ’74, a ventiquattro anni, tiene una personale alla "Barcaccia"
con la presentazione di Franco Miele. Nel ’75 partecipa alla Quadriennale
Nazionale d’Arte, ricevendo una lusinghiera segnalazione da parte
di Ugo Moretti su "Nuova Antologia". Nel ’79 va a Parigi dove
approfondisce la conoscenza di Monet e di altri pittori francesi da cui
trae nuove ispirazioni per opere che nell’81 andranno anche all’ExpoArt
di New York.
Dagli anni ’80 svolge una intensa attività espositiva. Altri viaggi in
Europa influenzano la sua pittura. Nella mostra "Dai giardini"
compaiono nelle sue opere soggetti come angoli di parco, ville venete,
serre, tutti immersi in magiche atmosfere oniriche. Nel 1989 espone a
Tokyo: inizia così un intenso rapporto con il Giappone. Rassegne e personali
si susseguono in Italia. Scrive Guido Giuffrè: "Giorgi esprime
stagioni senza tempo, autunni o primavere cui attingono le vie dei solitari
silenzi, delle meditazioni, dei sospesi aneliti".
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