

Info mostra:
dal 18 al 31 ottobre '03
h. 10-13/16:30-20:30 ingresso libero
Ufficio Stampa: Vanessa Viscogliosi TRIBE
ar.l.
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Artesia - Galleria
d’Arte ha inaugurato la stagione artistica 2003/2004 con un’importante
mostra “Intuizioni universali”, aperta al pubblico fino al 31 ottobre
2003.
L’eleganza dei paesaggi solitari di Tano Festa, l’acceso cromatismo
dei “fumetti” di Enrico Manera, i polemici dollari di Franco
Angeli e la matericità di Mario Schifano ci ricordano con “Intuizioni
universali”, un passato non troppo lontano, legato alla cosiddetta “Scuola
di Piazza del Popolo” e, quindi, alla Pop Art italiana.
Le 37 opere in mostra ben rappresentano l’attività artistica dei quattro
maestri, le cui sperimentazioni sembrano snodarsi per percorsi legati
sia all'esperienza Pop sia a ricerche più intime.
Enrico Manera, il più giovane del gruppo, si esprime attraverso
un riuso delle immagini dei fumetti. Le vivaci cromie di “Spyderman” (2001),
“Batman”(1997), “Snoopy”(2001) e “Cuore”(1989), soltanto per citare alcune
delle opere esposte, sono strettamente vicine alla Pop Art americana,
soprattutto a Roy Lichtenstein. In “Ex da Volpedo” (2000) abbandona il
fumetto e rivisita un dipinto storico, “Il Quarto Stato” di Pellizza da
Volpedo.
Tano Festa (Roma, 1928 - Roma, 1988) rielabora, invece, la tradizione
artistica italiana del Rinascimento. Nelle tre opere dal medesimo titolo
“Da Michelangelo” (Anni ‘70), rielabora con uno stile personalissimo ed
elegante gli affreschi di Michelangelo. Se il rosso è il colore predominante
dell’omaggio all’opera michelangiolesca, il blu prevale nella serie dei
“Don Chisciotte” (Anni ‘70). Le figure solitarie del “cavaliere” e del
suo “scudiero” si stagliano contro l’orizzonte e il blu intenso del cielo.
La poeticità delle composizioni è sottolineata da una ricercata solitudine
ma anche dagli accostamenti dei colori.
Nella migliore tradizione della Pop Art, Franco Angeli (Roma, 1935
- Roma, 1988) riproduce in serie lo stesso soggetto fino ad annullarne
il significato originario. È il caso di “Half Dollar”, la serie di riproduzioni
della banconota americana, simbolo del potere e aspra polemica contro
le superpotenze.
La matericità di Mario Schifano (Homs, 1934 - Roma, 1998) è espletata
nel dipinto “Paesaggio”: il colore governa la composizione fino a invadere
la superficie stessa della cornice. Alla vitalità di questa natura astratta
si contrappone quella dai colori evanescenti del “Paesaggio anemico”,
capolavoro della fine degli anni ’70. La mostra svela come quest’Arte,
nata popolare, diventi eterna ed universale grazie alle “intuzioni” dei
suoi interpreti.
“La pittura, la scultura, le arti audiovisive più in generale…debbono
rispondere a delle regole ed intuizioni universali che attengono alla
razionalità, alla logicità ed alla longevità, e che solo se sono tali
possono consentire di realizzare opere capaci di attraversare i tempi
ed entrare stabilmente nell’esistente”. (Tratto da “Eccentrico, dissacratore,
egocentrico” di A. Marcotulli, “Café des Artistes” di E. Manera)
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il COMUNICATO STAMPA
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