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Salvatore
Lanzafame è nato nel 1973 a Catania
dove attualmente vive e lavora. All'Istituto d'Arte di Catania intraprende
una pittura di sperimentazione e si diploma nel 1992. Nello stesso
periodo, frequenta la scuola di pittura del maestro incisore Gaetano
Signorelli, per il quale sarà lo stampatore per tre anni.
Si diploma all'Accademia di Belle Arti di Catania dove, attraverso
una personale ricerca, ha combinato la tradizione del paesaggismo
Romantico e la forza espressiva dei cromatismi delle avanguardie.
Quindi trova nuovi slanci espressivi dall'utilizzo sinergico di
linguaggi e mezzi espressivi differenti, affrontando una ricerca
intimistica e d'ordine concettuale che ha modo di sviluppare attraverso
la produzione di assemblaggi polimaterici; ma è espressamente nella
ricerca pittorica che attraverso un esercizio costante e morbidamente
insistito va ad accordare in forme arcane i fenomeni percettibili
come, solo le profondità naturali, filtrate da atmosferici cromatismi,
traducono in massa cromatica esaltante e satura di essenze plastico-costruttive,
gli effetti dell'assoluto percepire.
Si ricava così una scena compositiva dove le ampie linee di forza
vengono modulate dai normali ritmi scaturiti dalla spirituale ricerca
dello spazialismo.
"Salvatore
Lanzafame realizza il suo cammino espressivo nel confronto con il
paesaggio. Confronto in cui rivela una notevole libertà espressiva,
la forza di un colore vivace e timbrico. In questi lavori si constata
un'equilibrata e controllata struttura compositiva, mentre il fluire
del segno circoscrive le zone cromatiche, creando... [continua]".
(Natale Addamiano)
"Natura e pittura, natura e poesia. Ma anche colore, segno
e materia. Le opere di Salvatore Lanzafame (Catania, 1973) strizzano
l'occhio ai paesaggi romantici del tedesco Friedrich, a quelli più
contemporanei di Addamiano e Guccione, e stringono la mano alla
ricerca sul colore e sulla materia portata avanti, nel dopoguerra...
[continua]".
(Vanessa Viscogliosi)
"Salvatore
Lanzafame è pittore di capacità avvolgenti, in grado di partire
da una suggestione visiva, che gli deriva dalle varie forme e cromaticità
del quotidiano e tradurle in una ampia gamma di immagini, sembianze
fantastiche che lasciano indovinare ciò che è avvertibile come dato
sintomatico di una poetica, che... [continua]".
(Francesco Gallo)
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