|
|
|
Ernesto Portas
nasce a Badalona (Barcellona) nel cuore della Catalogna il 22 Gennaio
1938. Fin dai primi anni mostra un grande amore per il disegno. Suo padre,
scultore e pittore amatoriale, ne avverte immediatamente le qualità. Una
maestra d'arte lo avvia ancora bambino allo studio. Dodicenne si iscrive
e frequenta per quattro anni il prestigioso Istituto d'arte Lonja
di Barcellona.
Il professore Roig Baricat, stimato uomo di cultura nonché pittore
impressionista locale, lo conduce con sé per dipingere en plein air
colori e soggetti circostanti. Comincia subito, sottoponendo familiari
e amici a lunghe e ripetute sedute, lo studio del ritratto che evolverà
con impegno costante per tutta la vita.
Conosciuto e apprezzato per le sue capacità, nonostante abbia soltanto
15 anni, è assunto da un'importante fabbrica di ceramiche artistiche.
Insofferente al regime franchista, appena conseguito giovanissimo il diploma,
dopo due lunghi periodi a Tolosa e Parigi, abbandona definitivamente la
Spagna approdando nella primavera del '62 a Firenze.
Allievo di Primo Conti e Domenico Purificato - con il quale
sino alla morte manterrà uno stretto rapporto di amicizia - frequenta
per tre anni l'Accademia delle Belle Arti.
Istintivamente predilige l'immediatezza espressiva. Padrone della tecnica
e del disegno esprime con facilità ogni aspetto formale, realizza di getto
murales ed opere complesse; studia i grandi maestri, ne segmenta rispetto
al proprio percorso artistico le peculiarità: l'apertura esterna del periodo
rosa e blu di Picasso, l'irruenza esplosiva dei gialli e rossi di Van
Gogh, la spazialità di Gauguin, il preziosismo tecnico e la luminosa creatività
di Cèzanne, il simbolismo e l'immediatezza di Munch…
Scultura e grafica lo impegneranno, al pari della pittura, nella costante
ricerca della propria dimensione esistenziale ed espressiva finché…intinti
nei colori della maturità, suoni, luci e colori di un lirismo colto, sintatticamente
dominati da domande interiori, prorompono nelle sue opere con un'energia
immanente che via via ha sostituito l'immediatezza espressiva di un tempo.
È il fascino dell'ultima stagione quando, finalmente appagata da
una vita di sperimentalismo, la vena della sua creatività ha preso a sgorgare
libera e impetuosa.
Innamorato della luce e dell'ambiente toscano, dopo Firenze, Prato, Poggibonsi
e Castiglioncello, si trasferisce a Livorno dove tuttora vive e lavora.
|